CFNCFF 2017

Immaginate un grande schermo che riprenda i momenti della sveglia mattutina di tutti.
Occhi sbarrati già da tempo, gola secca, calura già in atto, cuore a mille. Poche parole a colazione, un abbraccio alla mammina, l’anima già addosso (la nostra t-shirt!), e via.
Tempo di qualche battuta e si comincia a pieno regime. Voi, portate i banconi e i gazebo sui viali; voialtri l’info-point in piazza; e voi, l’aperitivo è cosa urgente.

Mentre noi si lavora, partono puntuali le due escursioni, nel centro storico e alla grotta di Montenero; spesso ci facciamo una risata, sul fatto che nessuno di noi sia mai riuscito a partecipare a queste deliziose passeggiate.
In villa si comincia con lo sport. Il fresco delle prime ore è l’ideale per scaldare i muscoli: street-basket e calcetto sono perfetti!
Si cambia prospettiva, si cambia sguardo: al FreaK, il neonato caffè letterario del Lab Artefacendo, c’è una mostra sulla street-art. Le persone iniziano a riversarsi in strada, a venire a curiosare, a scorgere il programma, a prendere parte attivamente. La mostra al FreaK affascina, e così tutto l’allestimento artigianale del posto, nostro vanto.
Se a uno non bastava, poteva cibarsi di altri dipinti. Al Lab Ludico infatti, una bella personale: quella di Nazario Matteo Tardio.
Ormai è l’ora del fischio d’inizio: alle dodici si comincia ufficialmente! Parte l’aperitivo in villetta. Musica live, bruschette e sushi: un trittico micidiale! Veniamo assaliti dall’affetto di tutti: c’è gioia, voglia di condividere una giornata speciale, c’è voglia di esserci.
L’aperitivo si protrae fino alle tre sostituendosi al pranzo, come sempre per noi e per molti di voi. E alle quattro spazio allo smaltimento energico, con il Parkour e la street art più bella, grazie alle bravissime Margherita, Marilina e Mara.
A metà pomeriggio, ci si dà appuntamento al FreaK, di nuovo. La discussione libera e aperta a tutti sull’antimafia sociale e sul ruolo che potremmo e dobbiamo avere, fa il pienone. Le persone vogliono saperne di più, vogliono fare qualcosa, mettersi in gioco, collaborare, fare insieme. Tante rappresentanze, tanti volti nuovi e non della nostra provincia. Una grande emozione!
Neanche il tempo di rimetterci in sesto emozionalmente, che partono altre cose.
In palude, nel giro di qualche minuto, il suono di un tamburello echeggia nell’aria. Le persone iniziano a fermarsi, ad aspettare il ritmo delle nostre tarantelle. Qui scaldare il muscoli è un’utopia, qui si parte subito a mille. E sarà così fino alle otto, fino al reading di poesia dialettiale, fino al riposo beato e all’estasi dei versi sammarchesi.
Nello stesso tempo, nel cortiletto della scuola elementare S.Giovanni Bosco, spazio alla sperimentazione: percussioni brasiliane (il cui suono ci dicono sia stato udito a chilometri di distanza!), una tela collettiva e la bellezza della scrittura creativa. In questo piccolo spazio è stata una gioia immensa vedere gente di ogni età percuotere un tamburo, sporcarsi le mani e inventare una storia.
Sul viale centrale spazio anche ad altre piccole chicche: l’esposizione delle Vespe e delle Fracchie, che attirano curiosi a non finire.
Intanto nell’aria si spande l’odore delle prelibatezze locali: il percorso enogastronomico è partito!
Evitiamo in questa sede di elencare le pietanze squisite che qualcuno si è perso, per non infierire.
Ormai è sera, e si continua a ballare. In piazza Oberdan viene allestito un angolo per le danze popolari internazionali: tanta bellezza e ammirazione sconfinata per chi coltiva certe passioni.
In Corso Matteotti molti si sono imbattuti in spettacoli circensi, dj-set e musicisti di strada. Continuare a tenere alta l’adrenalina è essenziale per fare “cchiù forte”!
Verso le dieci tutte le attività convergono verso la piazza centrale: comincia il concertone finale.
Giunto di Cardàno, Stip Ca’ Groove e Zen Circus. Dalla sperimentazione rock al ritmo dei fiati in festa, per finire in bellezza, con uno dei gruppi alternativi più quotati in Italia.
Sono ore passate a saltare con gli amici, a vivere insieme quegli stessi momenti che resteranno per sempre, ad ammirare San Marco (la proiezione di un video sulle nostre bellezze commuove tutti!), a girarci intorno e vedere il sorriso sui volti di ognuno.
Si salta e pure parecchio; ma noi non ci concediamo pause. Dopo il rock tocca alla dance: prima con i grandi dj di Radio105, poi con i nostri dj, sempre all’altezza.
Sembrerebbe tutto finito, e invece no. Tocca smontare tutto: gazebo, panche, teloni, tavoli. Ci facciamo compagnia con gli operatori ecologici ormai da qualche anno, all’alba.
E se qualche volta ci siamo chiesti “ma chi ce lo fa fare?”, in questi minuti finali si trova la risposta: nell’adrenalina che ci scorre ancora dentro nonostante la fatica, in quel cuore che continua a battere, nell’estasi di rivedere il sole levarsi all’alba come ieri, anzi più di ieri.
All’anno prossimo e grazie a tutti, davvero!