Freak/Artefacendo Lab presentano OTU in concerto

FreaK/Artefacendo Lab presentano OTU in concerto

sabato 28 aprile. inizio h22.30.

villetta comunale. san marco in lamis (fg). ingresso riservato ai soci ARCI.

Continua senza sosta l’attività live del FreaK!

Questa volta toccherà agli OTU e alla loro musica straordinaria: un miscuglio riuscitissimo di basi hip hop, campionature oscure, chitarre stralunate.

OTU
Francesco Crovetto (batteria, pad, campionatore) e Isaia Invernizzi (chitarra, Omnichord, campionatore) hanno dato forma a OTU miscelando hip hop, sintesi sonora, chitarre taglienti e voci del passato. Una band dal sound cinematico e cadenzato, sferzato da bassi che fanno palpitare lo stomaco. Orizzonti ambient, vestigia cinematografiche, armonia oscura.

CLAN è l’album di esordio di OTU. Esplora i mondi della musica elettronica miscelando hip hop, sintesi sonora, chitarre taglienti e voci del passato. Francesco Crovetto (batteria, sampler) e Isaia Invernizzi (chitarra, Omnichord, sampler) formano una band dal sound cinematico e cadenzato, sferzato da bassi che fanno palpitare lo stomaco. Orizzonti ambient, vestigia cinematografiche e armonie oscure sono i fondamenti dei dieci brani che compongono il disco.

CLAN ha origine dagli elementi base dell’hip hop: groove e sample. Partendo da queste radici Francesco ha iniziato, nel corso del 2017, a scrivere e perfezionare la tecnica di composizione. L’arrivo di Isaia ha portato il suono caldo di una chitarra e le voci di film che hanno fatto la storia oppure di anonimi video postati in rete. Ci sono HAl 9000, Muhammad Ali, Wendy Torrance, Prodigy dei Mobb Deep e tanti altri. Ogni brano non ha un titolo, ma un nome. Insieme formano il CLAN, con una discendenza e un’influenza chiara: Dj Shadow, Death Grips, James Blake.

Il genere? Chiamatelo come volete: Instrumental Hip Hop, Cinematic Hip Hop, experimental hip hop.

Il disco è stato registrato al Monzoa Studio e mixato dalle sapienti mani di Rico al Fiscerprais studio. Quello dell’architetto sonoro degli Uochi Toki è stato, di fronte al mixer, un apporto fondamentale per dare un ordine alla moltitudine di livelli di cui è composto ogni pezzo. Dal vivo la griglia ritmica è compatta, granitica, ma vira con piacere verso la psichedelia accompagnando gli ascoltatori in un lungo viaggio dentro loro stessi. Un esordio ambizioso, sperimentale, consapevole di una realtà musicale con riferimenti chiari, ma in continua evoluzione.

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