San Marco in Lamis – LaboratorioArtefacendo – “La Cisterna” spettacolo di teatro sociale.

San Marco in Lamis,  Laboratori ARTEFACENDO, Venerdì 30 Novembre, ore 19.00.

Laboratori Arte Facendo di San Marco in Lamis sono lieti di invitarvi venerdì 30 novembre alle ore 19.00 presso i nostri locali siti in Villetta Comunale allo spettacolo “La Cisterna” portato in scena da Massimo Zaccaria.

Lo spettacolo prende spunto da un fatto di cronaca: Molfetta, lunedì 3 marzo 2008. “Lo zolfo a contatto con l’acqua diventa acido solforico. Nessuno lo sapeva. Doveva essere un’operazione di routine, la pulitura di una cisterna vuota utilizzata per trasportare zolfo. Il grande bidone verde delle Fs Cargo Chemical poggiato sulla scocca di un camion e posteggiato sotto la tettoia con le testine rotanti e i getti d’acqua a 120 gradi. È stata strage, alle tre del pomeriggio. La strage del Truck center di Molfetta. I vapori velenosi usciti dalla cisterna hanno stordito e risucchiato sul fondo Guglielmo Mangano, 43 anni, il collega Luigi Farinosa, 36 anni, il giovane camionista Biagio Sciancalepore, 22 anni, che si è attivato un minuto dopo e un minuto dopo era già morto dentro la cisterna. Stessa fine per Vincenzo Altomare, 63 anni, titolare dell’impresa e Michele Tasca, 19 anni, intossicato che muore qualche giorno dopo in ospedale. Cinque morti. Cinque nuove croci (La Repubblica, 4 marzo 2008)”.
Massimo Zaccaria diventa in scena un sopravvissuto con il suo senso di colpa, per quello che avrebbe voluto, potuto e dovuto fare per salvare i suoi compagni. Il suo senso di colpa diventa il nostro di fronte alle continue morti bianche che ci avvelenano annualmente.
Così Massimo Zaccaria sulla sua arte: “Prima di raccontare. Mi chiedo sempre: perché scelgo questa storia e non un’altra? Mi chiedo qual è il modo giusto, con quale punto di vista la racconto? Come testimone, come protagonista, come donna, come animale. Ne assumo i suoi occhi. Il corpo poi mi guida. Nella semplicità della storia cerco la mia nudità di uomo. La verità deve essere detta tutta senza fronzoli. Mi lascio andare, allora, mi abbandono a quello che i protagonisti della vicenda vogliono dire. Sosto silenzioso sul palcoscenico e aspetto. Vedo ombre che si muovono. Io non le inseguo, mi vengono a cercare, loro. Solo alla fine, stremato, capisco quello che vogliono dire. Ogni parola mi pesa in bocca, ogni muscolo si allena, per lavare un camion. Si allenavano i polmoni per non respirare. Sciocco respiro zolfo acceso di un fiammifero per capire e non capisco. E allora rido e piango. Nessun metodo, solo la leggerezza dell’abbandono. Nessun metodo. Solo uno sguardo. Solo una parola e non
un’altra”.
Vi aspettiamo numerosi. L’ingresso è gratuito e poi, in fondo, cosa dovete fare di meglio?